Perché tutti odiano l’olio di palma

Soia e colza contro cocco e palma. Non è un gioco di parole, bensì una battaglia. Iniziata negli anni ’80 tra gli oli derivati da questi vegetali, quando né le etichette dei nostri cibi, né la stampa, né la tv locale mostravano alcun interesse a indicare la presenza di uno degli ingredienti oggi invece più bastonati dell’industria locale. Sì, lui: l’olio di palma. Un grasso che, in virtù delle sue proprietà chimiche, ben si presta a essere utilizzato nei cibi confezionati, nei detersivi, in molti dei prodotti che usiamo per la nostra igiene personale, che sta alla base della tradizione alimentare di molte comunità africane e che ha come principali acquirenti, oltre all’Europa, l’India e la Cina, dove da tradizione è impiegato per friggere e, in generale, cucinare.

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