I numeri che smontano la guerra ideologica di Report all’olio di palma

Che goduria fare l’ambientalista salutista militante dei prodotti a chilometro zero in Italia: accusi l’agroindustria internazionale di provocare danni all’ambiente e alla salute dei consumatori, e senza bisogno di dichiararlo promuovi i nostri prodotti agroalimentari di nicchia.

Il giochino vale la candela, non saremo noi a metterlo in discussione, però un po’ di senso della realtà ci vuole: per esempio puntare sulla qualità dei nostri prodotti tipici e per questo tenere fuori la produzione di Ogm dall’Italia può avere un senso, ma pretendere che tutto il mondo ci rinunci significa affamare qualche miliardo di persone, oggi e sempre più in futuro.

La crociata di Report contro l’olio di palma, che secondo Gabanelli & C. sarebbe meglio sostituire con altri oli vegetali, deborda palesemente nell’ambientalismo velleitario fatto di pose e non di sostanza, che aggrava i problemi dell’ecosostenibilità anziché aiutare a risolverli e che si presta alla strumentalizzazione: ad avvantaggiarsi alla fine sono i produttori concorrenti, non l’ambiente o la salute dei consumatori.

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